Comune di Pavia di Udine

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IL TERRITORIO DEL COMUNE E LE SUE FRAZIONI

Il territorio del comune di Pavia di Udine posto immediatamente a sud del comune di Udine, con la sua dozzina di centri tra frazioni e località, occupa un posto rilevante all’interno del panorama storico-artistico del Friuli.
Oltre al grande numero di testimonianze archeologiche emerse in questi ultimi anni che vanno dalla preistoria (mesolitico-neolitico), al periodo romano e medievale, di chiese parrocchiali, cappelle votive, oratori gentilizi e ancone devozionali che ne costellano gli abitati e il contado, esso si segnala tra i più ricchi anche per quanto riguarda l’architettura civile, potendo contare nei diversi borghi oltre a numerose sopravvivenze interessanti di edilizia spontanea, addirittura ad oltre una quindicina di dimore nobiliari fra le più belle e scenografiche della regione.

PAVIA DI UDINE

L'incorcio tra Via Udine e Via Roma, sullo sfondo Villa Lovaria
Scavi archeologici a Pavia di Udine 2007

Provenendo da Udine, sfiorata la piccola località di Moretto, si giunge al capoluogo comunale, Pavia di Udine. Il toponimo è di chiare ascendenze romane, probabilmente originatosi dal gentilizio latino Papilla, femminile di Papilius, al tempo dell'insediamento dei coloni latini nell'agro aquileiese. Le prime testimonianze archeologiche, però, risalgono alla preistoria e confermano la presenza di agricoltori nell'era neolitica; è inoltre ipotizzabile che il territorio fosse frequentato da cacciatori e raccoglitori già nel mesolitico recente. La più antica attestazione documentaria di Pavia risale invece al 1135, dove figura come possedimento dell'Abbazia di Rosazzo. Luoghi d'interesse a Pavia sono sicuramente le due chiese presenti - la Parrocchiale dedicata a Sant'Ulderico, risalente quantomeno al Trecento, e la chiesetta di San Giovanni dei Battuti, edificata nel Quattrocento - e le tre dimore nobiliari: Villa Lovaria, situata nel centro del paese, palazzo Mantica-Frangipane e il complesso Beretta di Porcia e Brugnera.

SELVUZZIS

uno scorcio di Selvuzzis

Proseguendo verso sud si raggiunge la località di Selvuzzis, piccolo abitato sorto in prossimità di una boscaglia, come attesta il nome (selvis-selva). Da segnalare è la presenza dell'ottocentesca villa Deciani, con l'esteso muro di cinta che la circonda.

PERCOTO

Scorcio di Via Prè Zaneto

Il toponimo Percoto rimanda al termine sloveno Prehod, guado. Elemento questo che potrebbe supportare l'idea di un insediamento di popolazioni slave nei pressi del torrente Torre, dal quale insediamento avrebbe poi preso il nome lo stesso villaggio. Edifici d'interesse sono la chiesa di San Martino Vescovo, costruita nel tardo Seicento, la casa quattrocentesca nota come "Colombare", Villa Frattina-Caiselli e Villa Kechler, presso la quale, tra il 1951 e il 1954, soggiornò più volte Ernest Hemingway.

MURIS

Il Santuario Mariano di Muris

Lasciando Percoto, in direzione sud si raggiunge la località di Muris, dallo sloveno mur, fiume, sede di un celebre santuario dedicato alla Madonna. Il cui nucleo originale della chiesa è di età altomedievale ed è documentato fin dal XIV secolo. La chiesa venne distrutta dai Francesi nel 1809 e ricostruita nel 1847. Al suo interno presenta notevoli affreschi e interessanti ex voto

POPEREACCO

La chiesetta di San Girolamo
Facciata della chiesetta

Muovendo da Percoto verso ovest si incontra Popereacco, dal gentilizio romano Pauperius, con la chiesetta tardomedievale di San Girolamo. Dopo i danni subiti dall'incuria e dall'ultimo conflitto mondiale, la chiesa fu ripristinata nel 1954 e oggi custodisce un realistico Crocifisso ligneo di inizio Ottocento e una statua in gesso di Sant'Agnese.

RONCHI

La chiesetta di Sant'Ulderico
Il portale di Villa Della Porta
Il borgo di Ronchi lato ovest

Procedendo sulla strada principale si entra a Ronchi, toponimo comunissimo in Friuli a partire dai secoli X e XI, che indica l'abbattimento di un'area boschiva, runcare, per estendere il terreno coltivabile. L'edificio di maggior rilevanza è la seicentesca villa Della Porta Stainero Kechler Dorigo, alla quale è collegata la chiesa di Sant'Ulderico, risalente al 1300.

PERSEREANO

Scorcio di Villa Florio

Ecco il vicino borgo di Persereano, (podere) di Perserius, dove spicca in tutta la sua imponenza il complesso della sei-settecentesca villa Florio, che racchiude al suo interno una biblioteca e un archivio storico privati fra i più importanti in regione. La villa ospitò personalità del calibro di Carlo Goldoni (1726), del generale Dwight Eisenhower (1952) e del principe ereditario Carlo d'Inghilterra.

LAUZACCO

Villa Beretta

Poco più a nord si incontra Lauzacco, prediale latino-celtico da Lautius. Situato al centro del territorio comunale, è l'attuale sede del comune, ruolo che ricopre dal 1910. Da segnalare è la settecentesca villa Beretta con i suoi notevoli stucchi e affreschi, alcuni dei quali realizzati da un membro della famiglia, Fabio Beretta, e l'annessa cappella gentilizia dedicata a San Nicolò. A poche decine di metri dalla villa si trova la chiesa parrocchiale intitolata a Sant'Agata, risalente al 1797.

RISANO

La chiesa di San Canziano
La chiesetta della SS. Trinità
Uno dei salti della Roggia di Palma
La colonna di Santa Sabida
Interni della chiesetta della SS. Trinità

Superata la località extra comunale di Crosada, ecco Risano, podere di Raesius. Seguendo la strada principale verso il centro del paese, poco dopo la ferrovia sulla destra si erge la colonna di Santa Sabida, oggi dedicata alla Vergine, che rappresenta una delle più antiche testimonianze della diffusione del Cristianesimo in regione. Poco distante la cinquecentesca chiesa di San Canciano Martire è caratterizzata dall'inconfondibile campanile addossato alla facciata e poggiante su due colonne. Al suo interno si trovano numerosi affreschi risalenti all'Otto-Novecento. Nel 1582-83 venne edificata la chiesetta della Santissima Trinità, situata alla fine di una via secondaria del paese e decorata dagli affreschi originali da poco restaurati. Alla fine del Seicento fu costruita la splendida villa dei conti Agricola, la cui cinta muraria racchiude un ampio parco.

CHIASOTTIS

La chiesetta di San Martino
Il vecchio mulino

Posto in posizione defilata, Chiasottis è documentato in epoca medievale per la presenza di mulini sulla roggia, uno dei quali è ancora visibile. Il toponimo si inserisce nella serie delle forme diminutive di "casa", piuttosto diffuse in regione. Al centro dell'abitato si trova la chiesetta di San Martino Vescovo, articolata in un'unica aula rettangolare con soffitto a travatura lignea a vista. Dall'altra parte della via principale si erge villa Strassoldo, la cui costruzione ebbe inizio nel XVI secolo.

CORTELLO

Scorcio del borgo
La chiesetta di San Leonardo
Villa Caiselli-Carlutti
L'interno delle mura di Villa Caiselli-Carlutti

Verso nord si incontra l’incantevole borgo di Cortello, piccola corte. Il sito abitato affonda le sue origini in età romana, mentre l'attestazione documentaria più antica risale al 1275. Il piccolo borgo si sviluppa attorno alla meravigliosa villa Caiselli-Carlutti, costruita nel XVII secolo. L'interno è molto raffinato e presenta pareti affrescate da alcuni dei migliori decoratori veneziani dell'epoca. Adiacente al corpo centrale della villa, venne eretta nel 1734 la chiesetta di San Bartolomeo.

LUMIGNACCO

Il "Vatican"
Scorcio di Piazza Giovanni Paolo II

Più a Nord si trova Lumignacco, sicuro toponimo prediale latino-celtico da Lumenus. Giungendo da Risano, sulla destra si trova villa Bearzi, con il suo ampio parco e gli affreschi di ottima fattura. In parte comunicante con il giardino anteriore della villa, è da segnalare la corte chiamata Vaticàn, che si caratterizza per le sue arcate seicentesche, ultimo elemento superstite dell'antica casa a loggiato. In piazza, la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo ha al suo interno affreschi e dipinti risalenti alla seconda metà dell'Ottocento. Proseguendo sulla via che porta a Udine si incontra palazzo Calice, sul cui portone si erge ancora lo stemma della famiglia.

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MORETTO

Moretto deve forse il suo nome all'antico toponimo della strada campestre che affiancava il piccolo abitato, strada del Moretto, oppure alla famiglia che lì vi aveva stabilito la residenza, i Morèt/Moreth.

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